Una condizione rara, ma altrettanto invalidante della nevralgia del trigemino, perché il dolore è scatenato da atti quotidiani inevitabili come deglutire. Qui la chirurgia ha un ruolo centrale.
La nevralgia del glossofaringeo è una condizione rara, caratterizzata da episodi di dolore intenso e improvviso — simile a una scarica elettrica — localizzato nella parte posteriore della gola, alla base della lingua, nella tonsilla e talvolta in profondità nell'orecchio. Come la nevralgia del trigemino, colpisce tipicamente un solo lato.
È una condizione molto meno frequente della nevralgia del trigemino, ma altrettanto invalidante quando presente, perché il dolore viene scatenato da atti quotidiani inevitabili.
È molto rara: circa 0,7 casi ogni 100.000 persone all'anno, quasi sette volte meno frequente della nevralgia del trigemino.
Breve e intenso, alla base della lingua, gola, tonsilla e orecchio.
Colpisce tipicamente un solo lato.
Il dolore è scatenato soprattutto dalla deglutizione, ma anche dal parlare, dal masticare, dal tossire o dallo sbadigliare.
La paura di scatenare il dolore deglutendo può portare a ridurre l'assunzione di cibo e liquidi.
In casi molto rari, il dolore può associarsi a sintomi legati al nervo vago, come rallentamento del battito cardiaco o svenimenti.
Come per la nevralgia del trigemino e l'emispasmo facciale, la causa più frequente è un conflitto neurovascolare: un vaso sanguigno che comprime il nervo glossofaringeo (IX) nel punto in cui emerge dal tronco encefalico.
Più raramente, la nevralgia del glossofaringeo può essere secondaria ad altre cause, come tumori della base cranica o dell'angolo pontocerebellare.
La diagnosi è clinica e si basa sulla descrizione caratteristica del dolore e delle sue zone trigger. L'esame fondamentale è la risonanza magnetica (RMN) dell'encefalo con sequenze dedicate ai nervi cranici che permette di identificare il conflitto neurovascolare e, allo stesso tempo, di escludere le forme secondarie sopracitate.
Una condizione che può simulare la nevralgia del glossofaringeo è la sindrome di Eagle, dovuta a un allungamento eccessivo del processo stiloideo — una piccola sporgenza ossea alla base del cranio — per progressiva calcificazione del legamento stiloioideo. Questo prolungamento osseo può irritare il nervo glossofaringeo, provocando un dolore alla gola e all'orecchio che assomiglia molto a quello della nevralgia.
Alcuni elementi aiutano a distinguerle: nella sindrome di Eagle il dolore tende a essere più sordo e continuo, anziché a fitte elettriche, e caratteristicamente peggiora ruotando la testa. La diagnosi si conferma con una TC, che permette di misurare il processo stiloideo e documentarne l'allungamento.
Distinguere le due condizioni è fondamentale, perché il trattamento è completamente diverso: nella sindrome di Eagle la soluzione è la rimozione chirurgica del processo stiloideo allungato, non la decompressione del nervo.
Come per la nevralgia del trigemino, il primo approccio può essere medico, con gli stessi farmaci per il dolore neuropatico. Tuttavia, nella nevralgia del glossofaringeo questi farmaci si rivelano molto meno efficaci che nella nevralgia del trigemino, e spesso non riescono a controllare il dolore in modo soddisfacente.
Per questa ragione, nella nevralgia del glossofaringeo la scelta chirurgica è spesso quasi obbligata. La decompressione microvascolare agisce sulla causa del disturbo, separando il vaso dal nervo glossofaringeo. È un intervento neurochirurgico alla base cranica, analogo a quello eseguito per la nevralgia del trigemino, e offre la possibilità di una risoluzione duratura del dolore.
Il dolore in sé non è pericoloso, ma la difficoltà ad alimentarsi può avere conseguenze da non trascurare. In rari casi associati a sintomi cardiovascolari, la condizione richiede una valutazione più attenta.
La sede del dolore è diversa: il trigemino colpisce il viso, il glossofaringeo colpisce la gola, la base della lingua e l'orecchio. A volte è necessaria una valutazione specialistica per distinguerle con certezza.
Sì. Poiché i farmaci sono spesso poco efficaci, la decompressione microvascolare rappresenta il trattamento di riferimento e offre, nei casi da conflitto neurovascolare, la possibilità di una risoluzione duratura del dolore.
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