Contrazioni involontarie di metà del viso, causate quasi sempre da un conflitto neurovascolare. Non è doloroso, ma è cronico e progressivo — e ha un trattamento che ne affronta la causa.
L'emispasmo facciale è un disturbo caratterizzato da contrazioni involontarie, intermittenti, dei muscoli di metà del viso. Inizia tipicamente intorno all'occhio, con piccole contrazioni della palpebra, e nel tempo può estendersi progressivamente agli altri muscoli di quella metà del volto — guancia, angolo della bocca, fino al collo.
A differenza di un semplice tic passeggero, è una condizione cronica e progressiva, che tende a peggiorare se non trattata. Pur non essendo doloroso, ha un impatto significativo sulla vita sociale e relazionale, perché le contrazioni sono visibili e incontrollabili.
È una condizione rara, con circa 0,8 nuovi casi ogni 100.000 persone all'anno.
Interessano un solo lato del viso, in modo intermittente e incontrollabile.
Quasi sempre inizia dalla palpebra, inferiore o superiore.
Nel tempo coinvolge guancia, bocca e talvolta il muscolo del collo (platisma).
Peggiora con stress, stanchezza e affaticamento.
Nella grande maggioranza dei casi, l'emispasmo facciale è causato da un conflitto neurovascolare: un vaso sanguigno che comprime il nervo facciale (VII) nel punto in cui emerge dal tronco encefalico. La pulsazione continua del vaso irrita il nervo, che risponde inviando impulsi anomali ai muscoli del viso.
Più raramente, l'emispasmo può essere secondario ad altre cause, come un tumore dell'angolo pontocerebellare che comprime il nervo facciale — motivo per cui l'approfondimento diagnostico è sempre necessario.
La diagnosi è clinica, basata sull'osservazione delle contrazioni caratteristiche. L'esame fondamentale è la risonanza magnetica (RMN) dell'encefalo con sequenze dedicate ai nervi cranici, che permette di identificare il conflitto neurovascolare e di escludere altre cause di compressione del nervo facciale.
Nei casi dubbi o iniziali, in cui le contrazioni sono ancora lievi o non chiaramente riconoscibili, può essere utile un esame elettrofisiologico eseguito da un neurofisiologo. Questo test ricerca un segnale caratteristico dell'emispasmo facciale — il cosiddetto lateral spread — che conferma in modo oggettivo la diagnosi.
Un trattamento diffuso è l'infiltrazione di tossina botulinica nei muscoli interessati, che riduce temporaneamente le contrazioni. Non è risolutivo: l'effetto è transitorio e va ripetuto nel tempo. Inoltre, con il ripetersi delle infiltrazioni, l'efficacia tende a ridursi.
È l'unico trattamento che agisce sulla causa dell'emispasmo. Come per la nevralgia del trigemino, è un intervento neurochirurgico che, allontanando l'arteria dal nervo facciale, offre la possibilità di una risoluzione definitiva del disturbo. È indicato nei pazienti in cui la tossina botulinica non è più sufficiente, non è tollerata, o che desiderano una soluzione definitiva.
Non è una condizione pericolosa per la vita, ma è cronica e progressiva, e incide molto sulla qualità di vita. La valutazione serve anche a escludere cause secondarie come i tumori.
No. Il tic è transitorio e spesso bilaterale; l'emispasmo è persistente, unilaterale, progressivo e ha una causa organica precisa (il conflitto neurovascolare).
No, ne controlla i sintomi temporaneamente, e con il tempo tende a funzionare meno. L'unico trattamento risolutivo è la decompressione microvascolare.
Visite in libera professione intramuraria · Ospedale di Cisanello, Pisa — Edificio 29
Come ricevere una visita